L’eroe si fissò sulle spalle l’ampio mantello di porpora
Opera della Tritonide, Pallade Atena ..
Più facile sarebbe stato fissare gli occhi
Nel sole nascente che nello splendore del manto,
fulgido rosso nel mezzo, coi bordi purpurei,
e sopra ogni banda effigiati molti episodi
diversi, ma tutti quanti con arte sovrana”
Apollonio Rodio 1° Libro delle Argonautiche
descrive il mantello di Giasone
Si usavano diversi tipi di conchiglie la Thais (purpura) haenastoma, il murex (bolinus) e il murex trunculus. Le varie tonalità della porpora erano dovute proprio a queste mescolanze e anche dal tipo di macieratura. In particolare si potevano ottenere varianti dal rosso vivo al viola. Oggi sappiamo che l’estratto di murex trunculus produce il color porpora blue che a livello chimico si tratta di un composto di indigotina e dibromoindigotina.
“La tintura poteva essere prodotta in una grande varietà di sfumature che dipendevano dalle mescolanze dei diversi molluschi utilizzati. Variazioni di colore potevano essere ottenuti con elementi chimici come la luce, gli agenti riducenti. I colori risultanti includevano il rosso., il blue il porpora scuro., l’ultima considerata la più nobile delle tinte, Tutte le sfumature erano utilizzate primariamente per tingere le vesti cerimoniali. “
Ecco realizzata la tintura che non svaniva più. I panni bolliti con questo materiale mantenevano sgargianti il caratteristico colore. La ghiandola ipobranchiale dei molluschi da porpora era piccolissima e pertanto occorreva raccoglierne migliaia per avere un grammo del principio attivo per ottenere la tintura dei capi d’abbigliamento e milioni di conchiglie per alimentare lo sfruttamento industriale.
I siti dove sorgevano antiche tintorie, nel corso della storia, come Cornus, Tiro o Monte Testaceo in Puglia sono stati individuati, dagli studiosi e dagli archeologi, per i cumuli di scarti di lavorazione che hanno, in quei luoghi, hanno prodotto intere colline. I panni erano immersi nelle vasche dove marciva il succo sgusciato delle conchiglie con aggiunta di acqua lievemente salata. In ammollo potevano stare anche altri materiali o lane grezze, tinte anche prima della tessitura. Si producevano cosi’ tessuti costosissimi o di poco valore a seconda dei vari passaggi di bollitura e di tintura. La gamma di gradazioni portava ad una varietà di colorazioni che scaturiva dalla diluizione della porpora con acqua e urina. L’estrazione della tintura poteva essere utilizzata anche per altre colorazioni. Lo stesso ziggurat di Monte d’Accoddi, che è anche chiamato monte ‘e Korra, era originariamente tinto in rosso. Il termine kor sta ad indicare “rosso” sia nel Paleosardo che nel paleobasco. Innumerevoli sono in Sardegna i riferimenti a piante, frutti e località caratterizzate da questo colore. Cora è la canaletta su cui scorre il sangue nei mattatoi. Cora anche dove scorrono i reflui caratterizzati dal colore rossastro. Lo stesso core (cuore) descrive forse quanto di più rosso possa esistere in natura. La Sardegna fino dall’antichità diventò famosa per i sui tessuti pregiati. Infatti lino, lana di pecora e di capra ma anche il bisso, tratto dai filamenti filamenti della pinna nobilis, la grande conchiglia dei mari sardi, trovata negli scavi archeologici dei siti nuragici, assicuravano ampia disponibilità di tessuti. Infine le erbe tintorie, argilla bianca, minerali di vari colori e l’allume impiegato per il fissaggio dei colori.
La Sardegna produceva con altre regione come l’Armenia, l’Egitto e la Macedonia questo minerale che serviva per fissare i colori, ma anche colorante e fissativo per tingere i tessuti inoltre per le sue proprietà astringenti e non ultimo per l’imbalsamazione.
Uno degli elementi che caratterizzano i costumi sardi è senza dubbio il colore rosso. Da Nuoro a Cagliari, a Oristano a Sassari il rosso è il colore dei costumi dei centri più importanti della Sardegna. Ma anche Tempio, Macomer, Serramanna e a scalare gran parte degli altri paesi. Il rosso rappresenta una linea di percorso in cui si articolerà la nostra ricerca.
Sia l’origine della porpora, che si perde nella notte dei tempi tra storia e leggende, che la sua diffusione diventano pertinenti per sviluppare le mie indagini e le mie teorie.