“La difficoltà per Maria divenne, semmai, quella di come tingere e colorare la seta. Tuttavia, riuscì a trovare nelle montagne la soluzione per ogni tonalita’. Da maggio a giugno, nel periodo di massimo splendore della primavera, Maria raccoglieva i fiori, le foglie ed i frutti e, infine, si occupava dell’asportazione delle cortecce che le servivano per preparare gli infusi. Dalle bacche di sambuco, fatte bollire in un pentolone, otteneva la colorazione celeste. Creava il giallo dalle foglie di noce o di lentisco, il rosso vivo dal fusto sotterraneo di robbia e quello scuro dalla corteccia dell’ontano o dalle fluorescenze del leccio. Il verde veniva ottenuto dalle foglie di mirto o della lavanda selvatica. Per ottenere la tinta di color azzurro, in estate, Antiogu saliva nelle cime del Gennargentu e dai graniti de su Sùssiu toglieva, raschiando le rocce, i licheni. Era la varietà ricercata anche dagli inglesi, per la lucente ed intensa colorazione che dava alla seta. L’azzurro ed il violetto erano infatti dati dall’oricello (auricellus) che è una varietà di lichene di color oro-arancio, particolarmente pregiato ed insuperabile nella brillantezza della tintura. Questa specie presente in molte parti della Sardegna e nei graniti del Gennargentu attiro’ in questi anni l’attenzione e l‘interesse della Mclintosh di Glasgow per la tintura dei loro tessuti. Insomma anche nei momenti di difficoltà del mercato esterno, la natura del Gennargentu veniva incontro a Maria con tutte le varietà di fiori, erbe, corteccie e licheni.”
Ma è il colore rosso porpora del vestito di Desulo che rievoca antiche provenienze. Alcuni studiosi del primo novecento, trovando attinenze con le statuine cretesi, lo definirono come il costume più antico del mondo. Noi sappiamo come la civiltà minoica si sviluppò proprio nella prima età del Bronzo.
