Modalità scura Modalità Luce

Desulo e la sua comunità

Desulo e la sua comunità Desulo e la sua comunità

Desulo è ben più di un paese. È un insieme di comunità sparse per tutta l’Isola. Un unicum etnico e culturale per la Sardegna.
Ovunque si trasferiscano, i desulesi fanno comunità. Il primo che si insedia in un territorio, poi richiama parenti e amici aiutandoli a comprare aziende agricole, impiantare supermercati, bar, ristoranti, industrie, imprese edili, forni di pane di Desulo.

Caso emblematico Iglesias. I desulesi nati a Desulo e trapiantati lì sono 5.500. Ma i Desulo-parlanti sono più del doppio.

Perché l’emigrazione nel capoluogo iglesiente è iniziata due secoli fa e nessuno di quei discendenti ha perso le proprie radici, Integrandosi perfettamente nella città ospitante ma sempre desulesi nel cuore e nell’anima.

E così Siliqua, Domusnovas, Villamassargia, Uta, tutto il Sulcis, Cagliari, Nuoro, Olbia, Ittiri. I desulesi sono presenti in tutti i paesi dell’Isola ma le comunità “forti” sono ben 65.

Caratteristiche tipiche: conservano la lingua desulese, mangiano esclusivamente pane di Desulo, collaborano esclusivamente fra di loro, tornano regolarmente in paese.

I desulesi sparsi nel mondo sono circa 30.000 e praticamente tutti hanno conservato lingua e tradizioni.

Il dieci per cento delle pecore sarde è di proprietà di desulesi.
Molte decine di migliaia di ettari di terra sono state acquistate (la più grande proprietà agraria dell’Isola).
Circa mille aziende zootecniche sparse ovunque.
Più di mille esercizi commerciali appartengono a desulesi.

E si tratta di un gruppo etnico stimato, benvoluto e rispettato da tutti.

Perché sono onesti, gentili, rispettosi e soprattutto lavorati intelligenti e spaventosamente attivi.

La laboriosità saggia e innovativa li contraddistingue.

Desulese il primo trattore acquistato da un allevatore nel 1951 (Zanda Concorrubiu) a Villa San Pietro.

Desulesi le prime reticelle metalliche usate per la recinzione dei tancati (Peddio Nestrinu a Uta, 1957).

Desulese la prima mungitrice per pecore al mondo (Giovanni Floris Accorra 1978, 96 gruppi per 4.000 pecore in mungitura già a quei tempi, quando il gregge medio era di 150 pecore).

L’innovazione tecnologica nella pastorizia si deve ai desulesi, la pastorizia moderna si deve ai desulesi.

Un paese tanto innovativo quanto legato alla tradizione, tanto moderno quanto antico.

Ha il record delle pecore, della proprietà terriera, delle aziende commerciali, dei laureati.

E pur essendo così legato al mondo degli affari rispetta fra tutti poeti e intellettuali.

È paese infatti di letteratura, arte e poesia.

È un paese di grandi imprenditori colti e raffinati.

È un paese che ha ali per volare e radici fortissime per tornare.